OT: Aspettando l’alba – Marco Conti

Miei cari indici analitici! Oggi esulo dalla cosmesi per fare un piccolo OT letterario. Qualche settimana fa mi ha contattata l’autore di questa storia, chiedendomi se potevo fare una review del suo libro. E’ la seconda volta che mi capita una cosa del genere, di solito recensisco libri di amici oppure i racconti di mio padre (e vi assicuro che questi ultimi sono molto impegnativi dal punto di vista dei riferimenti!). Quando un autore mi chiede di recensire il suo lavoro, per me è un grande onore, sia perché comunque lo scrittore mi regala una parte di sé e sia perché si fida di me, un’estranea, nel farmi leggere il suo libro.

Marco ha anche un blog in cui si racconta (http://marcoscrive.wordpress.com ) e vi consiglio di seguirlo!

Il romanzo ha partecipato al Premio Calvino, riservato agli scrittori emergenti.

Come al solito non farò nessun tipo di spoiler, quindi se riuscirò ad incuriosirvi, potrete acquistarlo su Amazon qui  alla modica e onesta cifra di € 0,99.

“Aspettando l’alba” è ambientato in Italia, per la precisione tra Roma e Bergamo. Matteo, il protagonista, vive una sorta di montagne russe con la sua vita, passando da momenti di grandissima soddisfazione e autostima ad altri più bui e autocritici. Una serie di eventi (fortunati o meno) porteranno Matteo al ribaltamento della sua situazione e gli daranno la possibilità di capire veramente cosa è importante per lui.

A mio parere ho trovato diversi temi in comune con altrettanti romanzi letti, primo tra tutti il viaggio. Viaggio interiore e di spostamento, visto come qualcosa che porta alla maturazione di sé e di una presa di coscienza di ciò che si è e di cosa si desidera.

Poi l’ amicizia, uno dei più classici temi ripreso da canzoni, film e libri. Le immense compagnie cantate da Max Pezzali, gli amici di sempre, il luogo di ritrovo, il bar.. è tutto parte della “mia generazione”, quella nata negli anni ’70, quella che giocava in mezzo alla strada, quella che si trovava allo stesso bar e allo stesso tavolino, quella che il primo cellulare lo ha avuto a vent’anni suonati ed era così grande che occupava tutta la borsetta! Ricordi e memorie piacevolissime sono rievocate nel leggere questo romanzo.

Poi poco importa se troviamo un paio di errori in inglese, oppure se possiamo intuire il possibile percorso psicologico del protagonista. La cosa importante è che “Aspettando l’Alba” è scritto in modo scorrevole e molto gradevole. A tratti prende i toni del poliziesco, a tratti diventa introspettivo e psicologico con un paio di spruzzatine romantiche e malinconiche.

Alla fine di tutto l’alba arriva e porta con sé un carico di emozioni e l’inizio di qualcosa di nuovo.

Buona lettura!

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