Diario di viaggio: Marocco

Primo post del 2020 e parliamo di… viaggi! Ormai sono diventata un tutt’uno con la valigia a forza di partire!

L’ultima vacanza del 2019 e la prima del 2020 hanno visto il Marocco protagonista. Non ero mai stata in questo paese e da ex ballerina di danza orientale (ormai con l’ombelico appeso al chiodo), mi è sembrata la scelta migliore. Anche se ad essere sincera, il Marocco era il mio piano B! La prima destinazione che avevo scelto era la Giordania, purtroppo il volo di ritorno era pieno e non sarei potuta rientrare.. che disdetta!

La sera prima del viaggio sono andata a ballare, all’uscita dal locale tutti i bar notturni erano chiusi e l’unica soluzione possibile è stata quella di portare gli amici a casa mia.. eravamo circa undici persone! La mia cucina è minuscola, ma stringendoci siamo riusciti a starci tutti! Una chiacchiera ha tirato l’altra e si sono fatte le 4.30 del mattino. Il mio volo sarebbe partito alle 12 da Bologna e alle 9.30 sarei dovuta arrivare in aeroporto, il che voleva dire alzarsi prestissimo e partire al massimo per le 8.30. Anche oggi dormiamo un’altra volta!

Con gli occhi crepati come Will coyote sono arrivata in aeroporto ed è iniziato il mio lunghissimo viaggio. Dalla mattina presto che sono partita, ho messo piede in hotel a Marrakech alla sera alle 19! Il primo giorno è volato in viaggio, da domani si comincia a fare sul serio!

2° giorno Marrakech
Tutta la giornata è stata dedicata alla visita della città: il palazzo Bahia, il museo Dar Si Said, i giardini Majorelle (residenza di Yves Saint Laurent). Un po’ di relax a bordo piscina dopo pranzo con relativo sonnellino e nel pomeriggio visita della moschea della Koutoubia (purtroppo dall’esterno) e dei giardini della Menara. Immancabile la passeggiata nel souk e la tappa “obbligata” in un negozio di spezie, prodotti all’olio di argan e altre amenità. Ho dribblato i venditori molto insistenti della medina e finalmente ho avuto mezz’ora di tempo libero per girovagare in solitaria nella piazza Djemaa El Fna. Questo luogo è incredibile! Incantatori di serpenti, scimmie al guinzaglio, musicisti, venditori di ogni cosa.. insomma.. il caos! E’ quel caos che però ti fa sentire un cittadino del mondo e parte di quel tutto così strano e rumoroso!

Poi alla sera abbiamo pagato pegno con uno spettacolo per turisti (molto per turisti…) presso il ristorante Chez Alì. Struttura da mille e una notte in mezzo al palmeto di Marrakech, musicisti e ballerine ad accogliere i visitatori, cavalli, dromedari, pony e somarelli. Dopo la foto di rito fatta dal fotografo professionista all’ingresso (notare le due poverette al mio fianco, obbligate a farsi fotografare con tutti)sto già storcendo il naso. Non amo questo genere di posti… Ci fanno accomodare in una grande sala con cuscini e drappeggi un po’ barocchi e la cena ha inizio. Il mio sfigatissimo tavolo è stato bistrattato dai camerieri per tutta la durata del pasto. Servizio lento, portate mancanti e per finire nemmeno il vassoio con i biscotti, ma il cameriere chiede la mancia.. come se se la fosse meritata! Dulcis in fundo, lo spettacolo con i cavalli berberi lanciati al galoppo sfrenato.. bello eh.. ma mi ha lasciato un po’ così… Intirizziti dal freddo rientriamo in hotel che domani sarà una lunga giornata.

3° giorno Marrakech Beni Mellal Fes (circa km 490)
La giornata più lunga di sempre! Abbiamo viaggiato in pullman praticamente per tutto il giorno. Le uniche soste sono state in autogrill (o quello che gli assomigliava di più dato che non ci sono autostrade su quel tratto), nel bacino artificiale di Hansali e al ristorante per il pranzo. Panorami mozzafiato che mi hanno fatto scoprire il lato verde del Marocco. E’ un paese pieno di contrasti e mi ha sorpreso molto! Tantissimi nidi di cicogne che si lasciano fotografare, probabilmente abituate alle persone.

Cenone e festa di capodanno a Fes con tanto vino e ottima compagnia. Ho perso la dignità anche qui, dato che mi hanno fatto ballare la mia amata danza orientale. Erano anni che non praticavo più, ma nonostante l’età e la mancanza di pratica, riesco ancora abbastanza bene! Ovviamente il tutto è stato documentato con foto e video! ahahhah

4° giorno Fes
In mattinata visita ad una piccola ditta artigianale di ceramiche. Oggetti bellissimi creati in condizioni un po’ estreme. Poter vedere il processo di produzione è stato molto interessante, gli oggetti rigorosamente fatti a mano da artigiani che lavoravano seduti a terra con i prodotti sulle gambe. Decorazioni eseguite a mano in modo molto preciso e unico, se avessi dovuto farle io.. beh.. sarei ancora lì a cercare di fare il primo cerchiolino a mano libera! Non ho potuto esimermi dall’acquistare un paio di cose! Dopo questa visita ci siamo diretti verso il palazzo reale (ovviamente dall’esterno), il quartiere Fes El Djedid, la medersa di Attarine, il museo Nejjarine del legno, la moschea Karaouine cercando di sbirciare un po’ l’interno, i souk con le concerie e tintorie di pelli e tessuti. Pranzo in ristorante tipico nella medina dove ho potuto degustare un ottimo pollo al limone e in cui ho perso il tappo dell’obiettivo della mia reflex! Un po’ di shopping e nel tardo pomeriggio una bella passeggiata in solitaria per il viale pedonale della città. Alla sera gita nella Fes notturna: porte dorate del palazzo reale (solo le donne le possono toccare dopo il tramonto per avere salute, amore e denaro. Poi per sugellare il tutto deve essere mangiato un dattero. Ovviamente io ho fatto tutto! Ora attendo le gioie…), visita alla sinagoga Ibn Danan, relax in un locale con the alla menta e pasticcini, poi passeggiata notturna per le vie della città. Ho trovato anche il locale in cui i Rolling Stones e i Led Zeppelin venivano a fumare hashish!

5° giorno Fes Meknes Casablanca (circa km 380)
Anche oggi ci aspetta un lungo tragitto in pullman, la cosa positiva è che in questo tratto c’è l’autostrada e probabilmente si farà prima! Dopo colazione si parte per Meknes, circa un oretta di viaggio e arriviamo in città: ci accolgono la porta Bab El Mansour, le scuderie ed il bacino Agdal con la statua del mendicante. Anche qui tantissime cicogne! Finita la visita a Meknes (davvero molto breve.. peccato) via verso Rabat dove pranziamo al porto. Quando sarò ricca e famosa, comprerò un appartamento vista mare nella Kasbah di Rabat! Me ne sono veramente innamorata! Devo vendere qualche centinaia di migliaia di libri però prima di poterlo fare! Le cose da vedere qui sono tante e il tempo è poco: l’esterno del palazzo reale (con relative foto ignoranti), la kasbah degli Oudaya, la torre Hassan e il mausoleo di Mohamed (con altre foto ignoranti).
Arriviamo a Casablanca che è buio.. forse è un bene dato che l’hotel è orribile. Si mangia malissimo, le tajine non vengono rimpinguate, quindi quello che di buono si poteva mangiare finisce subito e non torna più! Per fortuna ci si ferma solo una notte! Anche la camera non è un gran che, ho diverse lampadine fulminate, il copriasse del water semovente, ma tutto sommato è pulita. Poi sono in Africa, non è che posso pretendere chissà cosa!6° giorno Casablanca Marrakech (circa km 250)
Il tour della città inizia abbastanza presto. Dobbiamo arrivare alla moschea per prendere i biglietti, dato che la visita non era inclusa e l’abbiamo aggiunta noi. Foto di rito in piazza Mohamed V, poi un po’ di foto fuori della moschea Hassan II e ingresso con guida locale. Le scarpe si tolgono e si cammina scalzi sui numerosi tappeti. La moschea è enorme, divisa su tre livelli: nel seminterrato ci sono le fontane per l’abluzione prima della preghiera della sera durante il Ramadan, il “piano terra” dove pregano gli uomini e il matroneo rialzato e riparato dove pregano le donne, accessibile tramite scala mobile.

Passeggiata lungo la Corniche e il quartiere Habous. Prima di pranzo sono letteralmente fuggita sulla spiaggia per immergere i piedi nel freddo Oceano Atlantico! E’ una cosa che faccio sempre quando visito un posto che ha il mare, non importa che sia estate o inverno, devo mettere le zampine in acqua e devo camminare scalza sulla sabbia! L’acqua ovviamente era gelida, io da furba mi sono spinta troppo avanti e ho bagnato i jeans fino al ginocchio! Non avevo più la sensibilità delle dita dei piedi dal tanto che erano gelate, ma non importa, ero super felice! Pranziamo accanto al mare con una frittura mista di pesce, davvero ottima poi si rientra a Marrakech. Alla sera organizzo una gita in notturna reclutando una decina di compagni di viaggio che si affidano alle mie capacità organizzative e al mio orientamento!

7° giorno Marrakech
Mi faccio fregare nuovamente e decido di partecipare all’escursione nella valle dell’Ourika a pagamento. Se all’inizio sembrava una fregatura, la gita si rivela interessante. Visitiamo una casa berbera, abitata o così ci fanno credere. Due donne stavano impastando le focaccine, una preparava il the, un’altra lavava i piatti… Tutto molto turistico e creato ad hoc. Faccio finta di crederci e mi immergo nell’atmosfera mangiando le focaccine calde e bevendo il the alla menta nel bicchiere appena lavato con acqua corrente (ora mi spiego da dove è venuto il mio virus al ritorno!!). All’uscita dalla casa siamo letteralmente circondati da venditori di ogni cosa, dalle pietre alla bigiotteria spacciata per gioielli berberi autentici. Il prezzo di partenza è 20 euro per un bracciale, ma poco prima di andare via, riesci a portarne a casa tre per 5 euro! Io sono allergica ai metalli “matti” e non prendo nulla, pena il polso verde! Proseguiamo verso la valle del fiume dove ci sono tanti localini frequentati per lo più da autoctoni nei giorni di festa. Qualche negozio per turisti che vende prodotti di bellezza all’olio di argan, sapone nero, spezie e tanto altro. Qui ho fatto shopping: il sapone nero e il guanto kessa sono venuti a casa con me!

Sulla via del ritorno ci fermiamo in uno store di tappeti, ma i prezzi proibitivi mi hanno fatto desistere.

Dopo pranzo recupero la mia socia di scorribande e andiamo a caccia di un negozio di scarpe perchè io volevo assolutamente un paio di mocassini che avevo visto in una teca in hotel e mi sembravano perfetti per ballare boogie! Troviamo il negozio e acquistiamo le scarpe, io due paia, lei uno. Poi vaghiamo un po’ per Marrakech e rientriamo in hotel perchè io avevo prenotato hammam e gommage.

Esperienza piuttosto traumatica, la massaggiatrice ha sfogato tutte le sue frustrazioni su di me, buttandomi secchiate di acqua addosso e massaggiandomi con quello che credo fosse filo spinato! Mi ha scuoiato!! Però la pelle dopo il trattamento era spettacolare!

Nel tardo pomeriggio usciamo di nuovo per visitare la medina di Marrakech, ci lasciano liberi un paio d’ore e riesco finalmente a vivere un po’ la città a modo mio. Mi aggrego a due viaggiatrici solitarie come me e vaghiamo senza meta per il souk, mangiando focaccine calde, pasticcini, bevendo the alla menta su una terrazza con vista sulla piazza brulicante di persone e per concludere ci facciamo fare l’henne sulle mani.

Cena in un ristorante tipico marocchino con spettacolo di danzatrici. Io che non vedevo l’ora, vengo prelevata e inizia lo show. Ho sempre detestato improvvisare quando ballavo, ma questa volta mi è venuto naturale! La ballerina era bellissima, brava e sorridente, ma dopo un paio di minuti era lei a seguire me e non viceversa! Tante foto e tanti video da parte dei miei compagni di viaggio che hanno preferito me a lei.. sicuramente per un atto di gentilezza!

E’ stato un viaggio sicuramente molto interessante e anche se ero sola, mi sono divertita! Alcuni amici non riescono a capire come mai io viaggi in solitaria, nonostante io provi a spiegarlo più volte. E’ uno stato mentale, è la consapevolezza che anche da soli si sta bene e che si può fare tutto ciò che si desidera! Perchè dovrei limitarmi e non viaggiare solo perchè non ho la compagnia? Ho imparato a farlo da sola e sicuramente non mi ferma più nessuno!Vi mostro gli acquisti fatti in Marocco, i pasticcini ovviamente sono già stati mangiati!La prossima meta? Per ora ho prenotato un weekend ad Atene per un festival boogie. Ma stay tuned…