Holidays?!?

Ciao a tutti!

Come ogni anno il Beautycase e la Kate se ne vanno in ferie per un mese. Ci rivedremo a settembre con tante belle news e soprattutto con il Sana!

Poi c’è quel progetto di cui vi parlavo qualche tempo fa che è divenuto realtà e ci sarà un super evento sempre in settembre a Firenze.. Basta ho già spoilerato troppo!

Torniamo alle vacanze, se tali si possono chiamare! L’anno del 42 mi porterà a Santiago de Compostela.. a piedi.. da Porto. No non sono una fanatica religiosa, anzi tutto il contrario. Mi voglio cimentare nel cammino per ritrovare quella Kate che è sparita circa due anni e mezzo fa. Non so se la ritroverò oppure se ne troverò una totalmente diversa, ma so che devo cercarla. Nel caso non trovassi niente, cinque giorni in Grecia sull’isola di Lefkada con una amica mi regaleranno un po’ di pace!

Se sopravvivrò alle mie vacanze ci vediamo tra un mesetto e… Buon Camino a me!

FERIE BLOG

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I am a fucking unicorn!

Ultimo post prima della chiusura per ferie! Quale argomento migliore per terminare mesi di esaurimento e stress?

Ebbene si, sono un fottuto unicorno! O meglio.. cerco di assomigliare a questa magica creatura il più possibile! Con i capelli ho già risolto metà del problema! Ora non resta che concludere la trasformazione! Come? Così!

Vorrei tanto capire perchè con questo tipo di maschere assomiglio sempre ad Hannibal Lecter!

Ora che vi avrò terrorizzato, posso parlarvi di questa maschera bellissima!

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L’ho ricevuta da un brand cinese rivenditore di un marchio australiano durante il Cosmoprof 2019, evidentemente la mia presentazione nella sua lingua madre ha fatto colpo! “Ni hao! Wo shi idaliren beauty blogger!”. Mi hanno capito, quindi la mia pronuncia non deve essere stata così terribile! Ho sempre paura di sbagliare tono e cambiare totalmente le parole! In cinese è un attimo! Esiste una parola per dire ambasciatore o diplomatico che se pronunciata male rischia l’incidente politico per aver mandato a quel paese tale personaggio! ahahha

Tornando alla maschera! E’ un meraviglioso unicorno idratante che nutre la pelle rendendola luminosa e super liscia.

INCI:Water, Collagen Extract, Argania Spinosa Extract, Hydrated Beta-glucan, Betaine, Glycerin, Dipropylene Glycol, Phenoxyethanol, Hyaluronic Acid, Allantoin, Fragrance

Come si usa?

Prima di tutto bisogna detergere il viso e togliere il make up. Posizionare la maschera su viso pulito e asciutto per circa 15/20 minuti. Una volta terminato il tempo di posa, risciacquare il viso e godersi la sensazione di “liscevolezza”!

Il brand:
Herbicos è un marchio australiano che si occupa di skin care con prodotti a base vegetale.La materia prima (lavanda, rosa…) viene coltivata direttamente in loco.
Il target principale del brand è offrire ottimi prodotti a prezzi competitivi. A mio modesto parere, ci sono riusciti! Questa maschera è davvero molto performante!
Dove si possono comprare queste meraviglie? Volete assomigliare ad un unicorno anche voi? Non vi resta che andare su Amazon!

Sezione Aurea – Siero viso Maria Antonietta

A 230 anni dalla Rivoluzione Francese, oggi vorrei parlarvi di Maria Antonietta! Tranquill* non sarà un pippone storico sulla “Regina delle briosche”, ma una recensione di un siero viso spettacolare!Ho avuto il piacere di conoscere Tatiana del brand Sezione Aurea qualche anno fa a Parma durante un evento. Da quel giorno ho amato follemente tutti i prodotti del suo marchio, sia per quanto riguarda il viso, che corpo e capelli.Al momento sono in fissa con i sieri, dato che è estate e di solito tendo ad usare la crema solamente di sera a causa del caldo. Ormai saprete che le mie scorte cosmetiche sono praticamente infinite, infatti ho ancora il packaging “vecchio” di questo prodotto!Il difetto del flacone airless? Che non dà indicazioni sulla quantità rimasta di prodotto! Potrei terminarlo da un giorno all’altro senza accorgermene!Uno dei tanti pregi di questo siero divino è il formato: 50 ml! Grandissimo per essere un siero, quando di solito hanno delle mini size da 30 ml o meno!Si presenta come un gel trasparente di facile assorbimento, con una profumazione delicata molto gradevole. Ne basta davvero poco per prendersi cura di viso e collo. Cosa fondamentale è che non appiccica e potete utilizzarlo come base per il fondotinta o dato che siamo in estate, una leggera BB cream per darvi un colorito sano. Il mio pallore nobiliare (o colorito cadaverico, ma è più poetico pallore nobiliare) fa si che io mi debba truccare anche in estate! Quando ci sono più di 40 gradi diventa un po’ complicato applicare una crema, ma questo siero ne rende superfluo l’uso! Se poi lo tenete in frigorifero, beh l’effetto freschezza è assicurato!Se vedeste il mio frigo, vi fareste delle gran risate: tanti cosmetici di ogni tipo e birra. Non sono propriamente una cuoca.. anzi! :PVediamo cosa dice Tatiana del suo siero:

La sua texture leggera e vellutata conferisce tono e luminosità alla pelle del viso contrastando efficacemente la formazione di rughe. Le sue proprietà performanti derivano dall’eccellente combinazione di Acmella Oleracea, Acido Ialuronico da Biotecnologia e Olio d’Argan Biologico. L’Acmella Oleracea è una pianta amazzonica contenente sostanze naturali tra le più pregiate e dall’alto potere antiossidante. La presenza di Spilantolo nella pianta dell’Acmella ha un’azione “Filler” per l’epidermide riproducendo l’effetto Botulino. Ricostituendo naturalmente il reticolo di collagene della pelle, consente di ottenere un efficace e quasi istantaneo riempimento delle rughe di espressione, oltre a svolgere nel tempo un’azione miorilassante e preventiva sulle rughe consolidate. In “Maria Antonietta” l’alta concentrazione di Acmella Oleracea è armonizzata con Acido Ialuronico e Olio d’Argan per rendere il nostro viso rimpolpato, liftato ed elasticizzato…in una parola Divino!

La pelle dopo l’utilizzo è effettivamente rimpolpata, compatta e liscia. Se siete costanti ad applicarlo mattina e sera noterete un miglioramento delle piccole rughe di espressione. L’alternativa a non averle è smettere di ridere o di fare le facce davanti allo specchio! 😛Inci: Aqua, Glycerin, Sorbitol, Propanediol, Panthenol, Acmella oleracea extract, Potassium sorbate, Argania spinosa kernel oil, Hydroxyethylcellulose, Sodium benzoate, Sodium hyaluronate, Benzyl alcohol, Parfum, Limonene, Eugenol.Tra gli ingredienti funzionali troviamo la Acmella con proprietà simil botox, l’olio di argan emolliente e l’acido ialuronico che vi farà rimanere giovani per sempre!Come si usa Maria Antonietta? Semplice, bata agitare il flacone prima dell’uso e prelevare la quantità di siero che volete per distribuirla su viso e collo. Se poi avete un decollete importante (tipo il mio), passate anche da lì!Trovate Maria Antonietta online e nelle migliori bioprofumerie, oltre che a Versailles! 😛

Not all who wander are lost

All that is gold does not glitter
Not all those who wander are lost;
The old that is strong does not wither,
Deep roots are not reached by the frost.
From the ashes, a fire shall be woken,
A light from the shadows shall spring;
Renewed shall be blade that was broken,
The crownless again shall be king

All’interno di questa poesia scritta da Tolkien e che fa parte di una lettera di Gandalf  a Bilbo nel primo volume “La compagnia dell’Anello”, c’è una delle mie citazioni preferite:

Not all who wander are lost

Non tutti quelli che vagano sono persi. Vorrei farvi notare la piccolissima differenza tra le parole wAnder (vagare) e wOnder (meravigliarsi), la pronuncia è anche molto simile! Amo questi pipponi linguistici e spesso mi perdo in queste sottigliezze da malata mentale!

Da un paio di anni a questa parte ho imparato a viaggiare da sola, vuoi per cause di forza maggiore, vuoi per curiosità e spirito di avventura e indipendenza. Volete sapere la cosa bella? Ho scoperto che mi piace! E’ libertà assoluta di fare quello che si desidera quando si vuole, gestire il proprio tempo e la propria voglia di esplorare.

Credo che tutti almeno una volta nella vita debbano viaggiare da soli. E’ come una presa di coscienza, ti permette di scoprire chi sei, affrontare i tuoi limiti e le paure per poi superarle! In compagnia potrebbe essere più divertente.. ma questo dipende dalla compagnia! 😛

Ovviamente quando viaggio da sola posso contare solo su di me, sia per quanto riguarda l’organizzazione, i trasporti, le lingue e gli imprevisti! Ho sempre avuto un buon orientamento (mi sono “persa” solamente ad Amsterdam.. ma credo non dipendesse dalla città in sè.. quanto dalla mia alterazione! ahahaha) e non ho grossi problemi a comunicare.

Quest’anno ho già affrontato qualche “gita fuoriporta” sia da sola che in compagnia. E’ l’anno del 42, la risposta alla domanda sull’universo (se siete abbastanza nerd da avere visto/letto la Guida galattica per autostoppisti). 42 sono i miei anni, la vostra Kate è una classe 1977, si parla del secolo scorso ormai! 😛

Mi disse un amico che questo sarebbe stato l’anno della svolta.. per certi versi potrebbe anche esserlo a dire il vero.. Sto lavorando ad un progetto molto grande e molto bello che dovrebbe andare in porto in autunno, ma non voglio ancora metterlo nero su bianco.. sarebbe come renderlo troppo reale mentre preferisco fantasticarci su un altro po’ prima di rendermi conto che è veramente reale!!

Non vedo l’ora di parlarvene, ma dovrete essere pazienti ed aspettare ancora un pochino!

Per il momento accontentatevi dei miei pellegrinaggi in giro per il mondo! Non potrebbe essere altrimenti.. ho tatuato sul costato il planisfero!

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Che Wanderlust sia!

 

 

 

Gli esauriti di giugno 2019

Bentornati cari esauriti del mio cuore!

Mese piuttosto pesante e di grande esaurimento almeno per quanto riguarda la mia emotività!

Non vi tedio ulteriormente e passo a mostrarvi i prodotti finiti di questo mese:

  • Herbicos maschera viso a forma di unicorno! Non avrei potuto utilizzare nessun’altra maschera! Soliti 15 minuti di posa dopodiché la pelle e morbida e idratata! Super consigliata!
  • Antos crema anticellulite: leggerissima e ad assorbimento rapido. E’ l’ideale per l’estate quando non si ha voglia di creme corpose che ci impiegano millenni ad assorbirsi!
  • Equilibra shampoo al carbone: l’ho recensito in collaborazione con Le Blogger Siamo Noi qui
  • Estetista cinica slim_me: un must have per affrontare la prova costume! Trovate la prima di due recensioni qui insieme ad un codice sconto!
  • Dr. Taffi siero iper illuminante: in estate non metto creme, ma solo sieri. Queto è super funzionale!
  • Wycon acqua di Salina: sarò pazza, ma il profumo in estate mi fa sentire ancora più caldo! Quindi uso acque profumate! Questa è la mia preferita!
  • Officina del Mugello bagnoschiuma agli agrumi: ottima inci in un prodotto da grande distribuzione! A volte il Conad riserva belle sorprese!
  • Yves Rocher bagnoschiuma fiori di cotone e mimosa: me lo aveva regalato una collega per la festa della donna, dovevo ancora utilizzarlo.. questo vi fa capire le mie scorte..
  • Yves Rocher profumo per ambiente mandarino e spezie: un po’ invernale come fragranza, ma amo gli agrumi e le spezie! Peccato fosse una limited edition!
  • Sezione aurea maschera per capelli Cristina: come balsamo non mi è piaciuto per niente, mi lasciava la sensazione di non districare i capelli. Usato invece come impacco pre shampoo è stato una rivelazione!

Per questo mese è tutto ci esauriamo tra 30 giorni

Siviglia e i giardini dell’acqua di Dorne!

Sono di nuovo in aeroporto! Un altro viaggio che mi porta in Spagna a distanza di circa due mesi. A pasqua come sapete sono stata a Bilbao e a Gaztelugatxe per visitare Dragonstone. Lo scopo di questo break cortissimo è stato l’Alcazar di Siviglia, i Giardini dell’acqua di Dorne per gli appassionati del Trono di Spade!

Mi fa strano partire in compagnia, non ci sono più abituata! Non che mi dispiaccia, sia chiaro, però ormai mi sono adattata al viaggio in solitaria con i miei ritmi e i miei tempi, che è diventato inusuale partire in più di uno!

Il volo è in ritardo di un paio d’ore a causa di un violento temporale che si è abbattuto su Bologna e che ha fatto chiudere temporaneamente l’aeroporto. Iniziamo bene.. Il tempo da trascorrere a Siviglia era già pochissimo, adesso si è ridotto ulteriormente e i miei programmi per la serata vanno a farsi benedire. Arriviamo alle 22,30 tempo di prendere l’autobus e dirigerci verso l’hotel. Troviamo chiuso il portone. Sempre meglio. Sfodero il mio miglior spagnolo e telefono al numero sulla prenotazione. “No te preocupes, 5 minutos y llego allì, vale?” – muy bien, vale!

Quante soddisfazioni che mi sta dando questa lingua! L’ho voluta imparare per uno scopo preciso (e non troppo ehm… gentile) e invece si sta rivelando una piacevolissima scoperta!

Arriva un signore barbuto che ci mostra il codice di accesso alla camera e al portone di ingresso e ci accompagna alla abitaciòn. Due piani senza ascensore. Perfetto, le mie ginocchia ringraziano! Per fortuna ho tenuto il trolley leggerissimo e non pesa quasi nulla!

Doccia veloce e via a cena che la fame si fa sentire! Ci va male al primo tentativo dato che la cucina del primo locale che ci ispirava era già chiusa ed era tardi. “Lo siento” ci dice il cameriere.. Io mi sarei mangiata anche lui! Fa niente, ci spostiamo verso il cuore della città e troviamo un tapas bar dove finalmente mettiamo sotto i denti una tortillas de patatas e beviamo la prima di una lunga serie di birre!

Dopo cena facciamo una lunga passeggiata per spoilerarci un po’ la città: Giralda, Cattedrale, Las Setas illuminati. Nella mia mente il programma della serata ci avrebbe portato sul Mirador Parasol per avere una visione a 360 della città, ma siccome le gioie non mi seguono mai, quando siamo arrivate era già chiuso. Lo aggiungo alle visite del giorno successivo.. tanto abbiamo poco da fare…

La domenica la sveglia suona alle 7,15 ma vengo svegliata da un’auto della polizia che sfreccia a sirene spiegate sotto la nostra finestra.. aperta! Apro gli occhi di soprassalto.. buongiono eh! Doccia e poi siamo operative! La prima tappa è la colazione! Desayuno in un baretto vicino all’hotel con spremuta fresca di arancia e croissant con la marmellata scaldato al forno!

Il primo monumento che incontriamo è quello in onore di Cristoforo Colombo nei giardini del Murillo. La cosa che mi ha colpito di più sono stati i pappagalli verdi che volavano liberi! Mi hanno lasciato senza parole e con un sorriso da scema stampato in volto! Basta poco per sorprendermi! ahahah

Proseguiamo verso Plaza de España, che ci incanta con le sue maioliche colorate e gli ampi spazi.

Sul lato opposto alla piazza di trova il Parque Maria Luisa, il giardino più grande di Siviglia. E’ enorme, verdissimo e pieno di uccellini! La fontana più antica del parco risale al 1914 ed è la Fuente de las ranas:

Nel caso veniste a Siviglia, perdetevi a girovagare nel parco! Ci sono tante meraviglie da scoprire, oltre a trovare un po’ di tregua dal calore!

Uscendo dal parco e dirigendosi verso il fiume Guadalquivir, la prima costruzione particolare che si incontra è il Costurero de la Reina. Oggi è la sede delle informazioni turistiche, ma in passato era il luogo in cui la regina Mercedes d’Orleans si ritirava per cucire. Infatti Costurero in spagnolo significa “scatola da cucito”.

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Costeggiando il fiume si arriva alla Torre de Oro, torre di avvistamento del 1200 che serviva a bloccare gli attacchi dal fiume.

Ci fermiamo ai piedi della torre per guardare gli orari della crociera sul fiume, ma purtroppo inizieranno alle 11 e non sono neanche le 10! Quindi proseguiamo verso la Giralda ma anche la torre apre alle 11. Sono un po’ contrariata! I miei programmi devono essere rivisitati! Niente paura, anticipiamo quello che avremmo fatto dopo la visita all’Alcazar (abbiamo prenotato l’ingresso per le 12,30). Ci inoltriamo nel quartiere Juderia dove ci sono alcune chicche che meritano la visita, soprattutto perchè non ci sono turisti!

La bella Susona

Siamo nel XV secolo e Susòn era una fanciulla delle tante famiglie ebraiche obbligate a convertirsi al cristianesimo, in seguito alla liberazione dai mori. Ovviamente i cattolici non lasciarono molta scelta a chi professava una religione diversa, rendendo le loro vite estremamente difficili e generando, inevitabilmente, discriminazioni e malcontento. Alcuni iniziarono segretamente a cospirare contro la corona e gli abitanti di Siviglia. Tra questi c’era anche il padre di Susòn.

All’epoca la giovane ragazza era sinceramente una fervida credente e soprattutto innamorata di un nobile sivigliano: avrebbe fatto di tutto per coronare il proprio sogno d’amore e finalmente essere accettata dalla città. Fu per questo che, all’alba dell’insurrezione, rivelò tutti i piani al suo amato, tradendo così suo padre. I ribelli vennero tutti arrestati e giustiziati. Susòn, sconvolta dalle conseguenze del suo gesto e abbandonata dal nobile, si rinchiuse in un convento e lì restò fino alla sua morte, quando fu trovato il suo testamento, nel quale chiedeva appunto che il suo teschio venisse esporto come monito e punizione.

Oggi resta solo un ricordo triste di una infelice e sfortunata ragazza, in una piccola e tranquilla via del barrio antico.

La Carmen

La storia di Carmen avviene quattro secoli dopo quella di Susòn.

Carmen è proprio quella Carmen, della famosa opera lirica. Non si tratta di un personaggio di pura fantasia, bensì di una giovane donna realmente esistita e talmente carismatica da aver ispirato il genio dello scrittore Prosper Mérimée prima, e di Bizet dopo. Quella di Carmen non è solo la storia di un tragico femminicidio, bensì l’ode a una donna libera e forte, in un’epoca in cui ben poche potevano esserlo.

Fu una gitana di Triana, dove vivevano gli emarginati di Siviglia – ebrei, arabi, criminali, dissidenti politici e zingari – e che al tempo non era un semplice quartiere bensì una città vera e propria, spesso vittima delle inondazioni del Guadalquivir e che aveva come comune denominatore la povertà, ma anche un fervido scambio culturale.

Da Triana Carmen andava ogni giorno a lavorare a Siviglia, nella Reale Fabbrica del Tabacco (oggi sede dell’Università), le cui foglie da trattare arrivavano dalle Americhe e da Cadice attraverso il fiume e venivano portate qui per essere essiccate e lavorate. Non era l’unica donna in questa azienda, ma era l’unica che lo faceva senza dover poi riportare i soldi al padre o al marito. Era infatti libera in tutti i sensi e faceva quello che voleva, al pari degli uomini, sia dal punto di vista sessuale che da quello dei costumi sociali.

NO8DO

Girovagando per la città si nota un po’ dappertutto questo simbolo.

“8” non è un numero, bensì un disegno: rappresenta un filo di lana arrotolato e raccolto in centro e che in spagnolo si dice madeja (matassa, appunto). Proviamo allora a ricomporre in parole il simbolo e il risultato sarà: NO – MADEJA – DO. Separando, unendo e aggiungendo lettere si otterrà la seguente frase “NO Me hA DEJADO”, che tradotto in italiano significa “Non mi ha abbandonato”. Ma a cosa si riferisce? Chi dice a chi questa frase e perché è diventata così importante per la città?

Accadde nel XIII secolo, sotto il regno di Re Alfonso X, detto Il Saggio. Purtroppo questa sua saggezza lo portò a occuparsi più della giustizia e delle scritture, che dell’economia del paese creando malcontento tra molti nobili, che iniziarono a cospirare. A rendere ancora più fragile la sua posizione fu la morte del primogenito, Ferdinando, che aveva giusto fatto in tempo a sposarsi e garantire al regno un giovanissimo erede, dando allo stesso tempo modo al fratello minore (Sancho, il coraggioso) l’opportunità di distinguersi in battaglia contro gli arabi e conquistarsi l’ammirazione e la riconoscenza di tutta la Spagna.

Ben presto Sancho, forte del sostegno di buona parte della nobiltà, avanzò la richiesta di succedere al padre, senza lasciare nulla al piccolo nipote, legittimo erede al trono. Ed ecco esplodere una terribile guerra civile tra le due fazioni. Già dai soprannomi si può intuire che le cose volsero presto al peggio per il buon Alfonso, che dovette correre in ritirata tra le mura di Siviglia. Ma neppure quelle bastarono a frenare Sancho e il suo esercito, che entrarono nella città in cerca del Re. Nessuno però riuscì a trovarlo. Per mesi lo cercarono, chiudendo le vie di fuga ed entrando in tutte le case, eppure di Alfonso non c’era traccia, finché a un certo punto Sancho si arrese: i sivigliani avevano vinto, avrebbe lasciato Alfonso libero di regnare sulla città, purché alla sua morte fosse stato Sancho a succedergli e avrebbero mostrato a lui la stessa lealtà. Il saggio e anziano Re fu così grato e commosso dalla fedeltà che Siviglia gli dimostrò – nascondendolo ogni notte in una casa diversa – che gli dedicò questo simbolo “NO8DO” e che divenne il motto ufficiale della città, che tuttora lo mostra con estremo orgoglio.

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Il Balcone di Rosina

Un’altra opera vede Siviglia come protagonista, Il barbiere.. di Siviglia! Appunto!

Sotto il balcone della bella Rosina c’è movimento. Fiorello, il servo del Conte d’Almaviva, raduna un gruppo di musicisti per fare una serenata alla bella Rosina…. quando è tutto pronto il Conte arriva avvolto in un mantello per non essere riconosciuto. Egli è innamorato di Rosina e vuole dichiarare il suo amore con una canzone. Alla fine della serenata, il Conte è disperato perchè Rosina non è uscita dalla finestra del balcone. Congeda i suonatori con una ricompensa e poi resta solo. Si sente canticchiare per strada… chi sarà? E’ Figaro! che si presenta in scena cantando la sua famosissima cavatina.
Il Conte ricorda di aver già incontrato quel faccendiere da qualche parte… decide così di affidarsi a lui. Il Conte di Almaviva chiede a Figaro un aiuto per conquistare Rosina e in particolare per avvicinarla, perchè pare impresa impossibile dato che don Bartolo la tiene segregata in casa. Detto fatto! Figaro accetta di aiutare il Conte (in cambio riceve un bel gruzzolo di monete…): per lui è facile entrare in quella casa, perchè è il barbiere di don Bartolo. Intanto Rosina esce sul balcone… ha sentito la serenata di un giovane che da un po’ vede sotto casa sua… e le piace. Perciò ha preparato un biglietto per lui. Ma ahimè, a don Bartolo nulla sfugge e si accorge del pezzo di carta nelle mani di Rosina. Lei gli racconta che si tratta del testo di un’aria che sta imparando a cantare… (l’aria si intitola “L’inutil precauzione” che è anche il sottotitolo dell’opera), ma Don Bartolo non è troppo convinto! Rosina lo lascia scivolare giù dal balcone e il Conte riesce a prenderlo. Don Bartolo scende per cercare di intercettare il biglietto ma torna a casa a mani vuote e con la sensazione di essere stato ingannato.

Il biglietto diceva più o meno: “Sono curiosa di conoscerti, il mio signor tutore mi tiene chiusa in casa, ma io riuscirò a fuggire e incontrarti”. La storia continua.. ma non è questo il luogo per svelarvela se non la conoscete! 😛

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La Reja del diablo

Una delle leggende più particolari è sicuramente quella della cosiddetta “grata del diavolo”, soprannominata così per la difficoltà della tecnica, poiché si pensava che solo il diavolo potesse plasmare il ferro in questo modo.
È una lavorazione quasi impossibile da eseguire, perché il ferro non è un materiale così malleabile per quel disegno ornamentale. Si tratta di sbarre orizzontali e verticali, che sono intrecciate tra loro, passando alternativamente l’una dentro l’altra, creando una sorta di treccia. Poichè non ci sono viti o saldature si dice che le sbarre sarebbero state forgiate dagli artigli di Lucifero stesso.

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Finito il tour delle peculiarità per la mattinata ci spostiamo verso la Giralda, adesso sono le 11 ed è possibile visitarla e salire le 35 rampe per ammirare il panorama dall’alto dei suoi 96 metri. Prima però ci fermiamo al patio degli aranci. Qui sorgeva la moschea almohade prima di essere distrutta, anche se una parte è rimasta integrata nelle mura esterne della Cattedrale (La porta del perdono).

Saliamo e ci godiamo il panorama. Le mie ginocchia ringraziano perchè non si tratta di scale ma di rampe!

Dopo essere scese dalla torre, ci mettiamo in fila per l’Alcazar, lo scopo del mio viaggio! Negli ultimi anni sono andata a caccia delle location del Trono di Spade, e nei giardini reali si ambientano le scene di Dorne.

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I giardini sono spettacolari, verdissimi, con i pavoni che passeggiano liberi! Unica pecca il caldo infernale, ma l’ombra delle piante regala un po’ di refrigerio e il labirinto mi fa tornare bambina lasciandomi perdere tra l’intrico delle siepi.

Cotte dal sole e con già quasi 20 km nelle gambe decidiamo che forse è meglio riposarci facendo una bella crociera sul fiume Guadalquivir. Sessanta minuti a sedere coccolate dalla brezza e trasportate dalla corrente! Come rigenerare le gambe!

Mancano ancora tre cose che vorrei assolutamente vedere e si trovano tutte e tre più o meno vicine.. Via verso il quartiere Macarena per ammirare la Piedra Llorosa e le Alameda de Hercules.

La tradizione popolare narra che, in una pietra vicina alla caserma di San Laureano, alla fine di Calle Alfonso XII all’angolo con Calle Marqués de Parada, il sindaco della città, García de Vinuesa, si sedette a piangere, dopo aver tentato invano di salvare 82 giovani dalla fucilazione.

Anno del signore 1957. In Spagna, regna la regina Isabel II, lo Stato è governato da Narváez. Erano tempi duri, con scontri, ammutinamenti, ribellioni. Un gruppo di ribelli liberali, comandati dal generale in pensione Joaquín Serra, quel mattino del 29 giugno si misero in cammino armati, verso Ronda, nella Sierra Nevada. Dopo aver fatto alcuni saccheggi nei paesini intorno a Ronda, l’esercito spagnolo li raggiunge nei pressi di Benaoján. Lo scontro fu decisamente impari. I ribelli non spararono alcun colpo, mentre l’esercito alla prima scarica ne uccise 25. I rimanenti furono portati alla caserma di San Laureano per essere condannati a morte. Madrid invió a Siviglia Manuel Lassala y Solera, che ordinò che i giovani rimasti fossero fucilati in Plaza de Armas, l’11 giugno. L’allora sindaco della città, intervenne con l’ausilio di due funzionari, per tentare di fermare la condanna, ma fu inutile. Gli 82 giovani vennero fucilati, e per casualità due proiettili finirono per colpire altri due giovani spettatori abbarbicati su un albero.

Il sindaco, disperato, si sedette stremato su una pietra, esclamando “Pobre ciudad! Pobre ciudad!” tra le lacrime. Da questo episodio, la pietra che ancora oggi si conserva, nei pressi della caserma, prende il nome di Piedra Llorosa. L’11 luglio 2008, il municipio di Siviglia appose una targa a ricordo delle virtù civiche e di solidarietà del sindaco di allora, e come monito per il futuro contro la pena di morte.

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In piazza Alameda si trovano due colonne provenienti da un tempio romano dedicato a Ercole. In cima furono collocate due sculture: una di Giulio Cesare, e l’altra di Ercole, mitico fondatore della città.

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Ultima tappa di questo lunghissimo e intenso viaggio durato un giorno è il Metropol Parasol, meglio conosciuto come Las Setas, i funghi. Nel seminterrato potrete visitare l’Antiquarium con i resti dell’antica città romana risalente al 30 d.C. Qui si trovano anche la biglietteria per accedere al Mirador e gli ascensori. Salendo c’è un ristorante panoramico e la Sky Walks da cui potrete ammirare la città a 360°!

Tutto questo in un solo giorno… ora capite perchè viaggio spesso da sola! Tenere questi ritmi non è da tutti! Per me è un modo per rilassarmi, infatti stacco completamente la spina e penso solo a quello che ho intorno!

Il prossimo viaggio in programma sarà ancora più impegnativo.. ma ve ne parlerò più avanti!

Equilibra linea al carbone

Oggi mi sento pigra e mi limito solamente a linkare la mia recensione all’intera linea di Equilibra al carbone che ho scritto in collaborazione con Le Blogger siamo noi!

CARBONE!

Buona lettura!

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