Autocelebrazione: il mio primo libro!

Ciao a tutti! Oggi non vi parlerò di skin care, nè di make-up o di cura del corpo. Vado più in profondità e vi parlo di cura della mente! No tranquill* non mi sono improvvisata psichiatra! Vorrei solo autocelebrare la pubblicazione del mio libro! Domenica scorsa a Firenze durante il festival FirenzeRivista, ho presentato il mio libro “I luoghi della Londra vittoriana”, un saggio in cui racconto e contestualizzo i luoghi dei romanzi ambientati a Londra nel 1800. Tra questi Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Sherlock Holmes, Dorian Gray, Oliver Twist e un paio di leggende metropolitane, che tanto leggende non sono: Jack the ripper e Elephant Man. Prima della presentazione ero agitatissima! La prima volta su un palco a parlare al pubblico.. di solito se salgo su un palco, ballo! La cosa strana è che non appena mi sono seduta, l’ansia è passata e ho iniziato a divertirmi! Avevo i fogli con gli appunti, ma non li ho nemmeno guardati, ho parlato a ruota libera.. forse un po’ troppo velocemente! Per me è stato molto strano che persone sconosciute venissero ad ascoltare quello che avevo da raccontare! Mi ha fatto molto piacere che abbia partecipato anche l’illustratore delle due immagini presenti nel mio libro. Lorenzo Zangheri è un artista umbro (seguitelo su IG) che realizza opere straordinarie!

Vi lascio qualche foto dell’evento:R

Ringrazio la casa editrice Toutcourt per aver creduto in me e nel mio lavoro! E ringrazio voi che mi arricchierete comprando il libro! ahahhah

Lo trovate sul sito della Toutcourt, su Amazon, su IBS e in libreria.

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Firenze RiVista 2019: I luoghi della Londra Vittoriana

Qualche tempo fa vi avevo accennato ad un progetto bellissimo che stava andando in porto. Ora finalmente posso svelarvi di cosa si tratta: la casa editrice indipendente Toutcourt di Roma  ha chiesto di pubblicare la mia tesi di laurea! Sono veramente molto emozionata! E’ una soddisfazione enorme, tutto il lavoro e la ricerca fatta, hanno avuto un lieto fine!

Potete acquistarlo a questo link: https://www.toutcourtedizioni.it/prodotto/i-luoghi-della-londra-vittoriana-%e2%80%a2-caterina-maccagnani/

instagram

Presenterò il mio libro a Firenze RiVista, presso il caffè letterario Le Murate domenica 22 settembre alle ore 15.

Se non avete niente da fare e volete passare a farmi un saluto, l’ingresso è libero!

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Lefkada πόσο υπέροχο

Banane di mare! Si vede che sono tornata a pieno regime?

Le mie vacanze sono state super faticose e super rilassanti. Il rientro al lavoro non è stato nemmeno troppo traumatico, mi sono riposata e mi sento veramente nuova! Lo hanno notato anche i colleghi! 😀

La seconda parte delle mie lunghe ferie, mi ha portata in Grecia, più precisamente nell’isola di Lefkada. Dove si trova? Qui!

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Proprio sopra Cefalonia e Itaca. Mi sento tanto Ulisse, è la seconda volta che mi avvicino a Itaca, ma non sono ancora riuscita a visitarla!

La vacanza inizia con una notte in bianco.. la partenza era prevista da Venezia (circa 2 ore e mezzo da Reggio) alle 5,30 del mattino. Nota positiva è che alle 8,30 (c’è un’ora di fuso orario) avevamo già la macchina a noleggio. Prima giornata trascorsa ad esplorare l’isola e a fare la sirenetta tracagnotta in acqua. Tra l’altro mentre facevo snorkeling ho avvistato un polipo!

Il secondo giorno inizia all’insegna della cultura e visitiamo il monastero di Faneromeni.

Poi la cultura si trasforma in un bisogno estremo di fare un bagno..  ci ritroviamo sulla spiaggia di Ai Giannis frequentata dai kitesurfisti.

Il terzo giorno facciamo una gita sull’isola di Meganisi imbarcando l’auto sul traghetto. Quest’isola ci ha riservato diverse sorprese.. tra cui un vitellino in spiaggia!

L’ultimo giorno andiamo a visitare il faro a Cape Leucade. Vi assicuro che vale il viaggio (lunghissimo e tortuosissimo!), il panorama è mozzafiato!

Ultimo relax sulla spiaggia di Pefkulia purtroppo costellata di alghette..

Ora non mi resta che pensare alle prossime destinazioni! Si accettano consigli ovviamente!!

Voi come avete passato le vostre ferie?

 

Holidays?!?

Ciao a tutti!

Come ogni anno il Beautycase e la Kate se ne vanno in ferie per un mese. Ci rivedremo a settembre con tante belle news e soprattutto con il Sana!

Poi c’è quel progetto di cui vi parlavo qualche tempo fa che è divenuto realtà e ci sarà un super evento sempre in settembre a Firenze.. Basta ho già spoilerato troppo!

Torniamo alle vacanze, se tali si possono chiamare! L’anno del 42 mi porterà a Santiago de Compostela.. a piedi.. da Porto. No non sono una fanatica religiosa, anzi tutto il contrario. Mi voglio cimentare nel cammino per ritrovare quella Kate che è sparita circa due anni e mezzo fa. Non so se la ritroverò oppure se ne troverò una totalmente diversa, ma so che devo cercarla. Nel caso non trovassi niente, cinque giorni in Grecia sull’isola di Lefkada con una amica mi regaleranno un po’ di pace!

Se sopravvivrò alle mie vacanze ci vediamo tra un mesetto e… Buon Camino a me!

FERIE BLOG

Not all who wander are lost

All that is gold does not glitter
Not all those who wander are lost;
The old that is strong does not wither,
Deep roots are not reached by the frost.
From the ashes, a fire shall be woken,
A light from the shadows shall spring;
Renewed shall be blade that was broken,
The crownless again shall be king

All’interno di questa poesia scritta da Tolkien e che fa parte di una lettera di Gandalf  a Bilbo nel primo volume “La compagnia dell’Anello”, c’è una delle mie citazioni preferite:

Not all who wander are lost

Non tutti quelli che vagano sono persi. Vorrei farvi notare la piccolissima differenza tra le parole wAnder (vagare) e wOnder (meravigliarsi), la pronuncia è anche molto simile! Amo questi pipponi linguistici e spesso mi perdo in queste sottigliezze da malata mentale!

Da un paio di anni a questa parte ho imparato a viaggiare da sola, vuoi per cause di forza maggiore, vuoi per curiosità e spirito di avventura e indipendenza. Volete sapere la cosa bella? Ho scoperto che mi piace! E’ libertà assoluta di fare quello che si desidera quando si vuole, gestire il proprio tempo e la propria voglia di esplorare.

Credo che tutti almeno una volta nella vita debbano viaggiare da soli. E’ come una presa di coscienza, ti permette di scoprire chi sei, affrontare i tuoi limiti e le paure per poi superarle! In compagnia potrebbe essere più divertente.. ma questo dipende dalla compagnia! 😛

Ovviamente quando viaggio da sola posso contare solo su di me, sia per quanto riguarda l’organizzazione, i trasporti, le lingue e gli imprevisti! Ho sempre avuto un buon orientamento (mi sono “persa” solamente ad Amsterdam.. ma credo non dipendesse dalla città in sè.. quanto dalla mia alterazione! ahahaha) e non ho grossi problemi a comunicare.

Quest’anno ho già affrontato qualche “gita fuoriporta” sia da sola che in compagnia. E’ l’anno del 42, la risposta alla domanda sull’universo (se siete abbastanza nerd da avere visto/letto la Guida galattica per autostoppisti). 42 sono i miei anni, la vostra Kate è una classe 1977, si parla del secolo scorso ormai! 😛

Mi disse un amico che questo sarebbe stato l’anno della svolta.. per certi versi potrebbe anche esserlo a dire il vero.. Sto lavorando ad un progetto molto grande e molto bello che dovrebbe andare in porto in autunno, ma non voglio ancora metterlo nero su bianco.. sarebbe come renderlo troppo reale mentre preferisco fantasticarci su un altro po’ prima di rendermi conto che è veramente reale!!

Non vedo l’ora di parlarvene, ma dovrete essere pazienti ed aspettare ancora un pochino!

Per il momento accontentatevi dei miei pellegrinaggi in giro per il mondo! Non potrebbe essere altrimenti.. ho tatuato sul costato il planisfero!

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Che Wanderlust sia!

 

 

 

Siviglia e i giardini dell’acqua di Dorne!

Sono di nuovo in aeroporto! Un altro viaggio che mi porta in Spagna a distanza di circa due mesi. A pasqua come sapete sono stata a Bilbao e a Gaztelugatxe per visitare Dragonstone. Lo scopo di questo break cortissimo è stato l’Alcazar di Siviglia, i Giardini dell’acqua di Dorne per gli appassionati del Trono di Spade!

Mi fa strano partire in compagnia, non ci sono più abituata! Non che mi dispiaccia, sia chiaro, però ormai mi sono adattata al viaggio in solitaria con i miei ritmi e i miei tempi, che è diventato inusuale partire in più di uno!

Il volo è in ritardo di un paio d’ore a causa di un violento temporale che si è abbattuto su Bologna e che ha fatto chiudere temporaneamente l’aeroporto. Iniziamo bene.. Il tempo da trascorrere a Siviglia era già pochissimo, adesso si è ridotto ulteriormente e i miei programmi per la serata vanno a farsi benedire. Arriviamo alle 22,30 tempo di prendere l’autobus e dirigerci verso l’hotel. Troviamo chiuso il portone. Sempre meglio. Sfodero il mio miglior spagnolo e telefono al numero sulla prenotazione. “No te preocupes, 5 minutos y llego allì, vale?” – muy bien, vale!

Quante soddisfazioni che mi sta dando questa lingua! L’ho voluta imparare per uno scopo preciso (e non troppo ehm… gentile) e invece si sta rivelando una piacevolissima scoperta!

Arriva un signore barbuto che ci mostra il codice di accesso alla camera e al portone di ingresso e ci accompagna alla abitaciòn. Due piani senza ascensore. Perfetto, le mie ginocchia ringraziano! Per fortuna ho tenuto il trolley leggerissimo e non pesa quasi nulla!

Doccia veloce e via a cena che la fame si fa sentire! Ci va male al primo tentativo dato che la cucina del primo locale che ci ispirava era già chiusa ed era tardi. “Lo siento” ci dice il cameriere.. Io mi sarei mangiata anche lui! Fa niente, ci spostiamo verso il cuore della città e troviamo un tapas bar dove finalmente mettiamo sotto i denti una tortillas de patatas e beviamo la prima di una lunga serie di birre!

Dopo cena facciamo una lunga passeggiata per spoilerarci un po’ la città: Giralda, Cattedrale, Las Setas illuminati. Nella mia mente il programma della serata ci avrebbe portato sul Mirador Parasol per avere una visione a 360 della città, ma siccome le gioie non mi seguono mai, quando siamo arrivate era già chiuso. Lo aggiungo alle visite del giorno successivo.. tanto abbiamo poco da fare…

La domenica la sveglia suona alle 7,15 ma vengo svegliata da un’auto della polizia che sfreccia a sirene spiegate sotto la nostra finestra.. aperta! Apro gli occhi di soprassalto.. buongiono eh! Doccia e poi siamo operative! La prima tappa è la colazione! Desayuno in un baretto vicino all’hotel con spremuta fresca di arancia e croissant con la marmellata scaldato al forno!

Il primo monumento che incontriamo è quello in onore di Cristoforo Colombo nei giardini del Murillo. La cosa che mi ha colpito di più sono stati i pappagalli verdi che volavano liberi! Mi hanno lasciato senza parole e con un sorriso da scema stampato in volto! Basta poco per sorprendermi! ahahah

Proseguiamo verso Plaza de España, che ci incanta con le sue maioliche colorate e gli ampi spazi.

Sul lato opposto alla piazza di trova il Parque Maria Luisa, il giardino più grande di Siviglia. E’ enorme, verdissimo e pieno di uccellini! La fontana più antica del parco risale al 1914 ed è la Fuente de las ranas:

Nel caso veniste a Siviglia, perdetevi a girovagare nel parco! Ci sono tante meraviglie da scoprire, oltre a trovare un po’ di tregua dal calore!

Uscendo dal parco e dirigendosi verso il fiume Guadalquivir, la prima costruzione particolare che si incontra è il Costurero de la Reina. Oggi è la sede delle informazioni turistiche, ma in passato era il luogo in cui la regina Mercedes d’Orleans si ritirava per cucire. Infatti Costurero in spagnolo significa “scatola da cucito”.

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Costeggiando il fiume si arriva alla Torre de Oro, torre di avvistamento del 1200 che serviva a bloccare gli attacchi dal fiume.

Ci fermiamo ai piedi della torre per guardare gli orari della crociera sul fiume, ma purtroppo inizieranno alle 11 e non sono neanche le 10! Quindi proseguiamo verso la Giralda ma anche la torre apre alle 11. Sono un po’ contrariata! I miei programmi devono essere rivisitati! Niente paura, anticipiamo quello che avremmo fatto dopo la visita all’Alcazar (abbiamo prenotato l’ingresso per le 12,30). Ci inoltriamo nel quartiere Juderia dove ci sono alcune chicche che meritano la visita, soprattutto perchè non ci sono turisti!

La bella Susona

Siamo nel XV secolo e Susòn era una fanciulla delle tante famiglie ebraiche obbligate a convertirsi al cristianesimo, in seguito alla liberazione dai mori. Ovviamente i cattolici non lasciarono molta scelta a chi professava una religione diversa, rendendo le loro vite estremamente difficili e generando, inevitabilmente, discriminazioni e malcontento. Alcuni iniziarono segretamente a cospirare contro la corona e gli abitanti di Siviglia. Tra questi c’era anche il padre di Susòn.

All’epoca la giovane ragazza era sinceramente una fervida credente e soprattutto innamorata di un nobile sivigliano: avrebbe fatto di tutto per coronare il proprio sogno d’amore e finalmente essere accettata dalla città. Fu per questo che, all’alba dell’insurrezione, rivelò tutti i piani al suo amato, tradendo così suo padre. I ribelli vennero tutti arrestati e giustiziati. Susòn, sconvolta dalle conseguenze del suo gesto e abbandonata dal nobile, si rinchiuse in un convento e lì restò fino alla sua morte, quando fu trovato il suo testamento, nel quale chiedeva appunto che il suo teschio venisse esporto come monito e punizione.

Oggi resta solo un ricordo triste di una infelice e sfortunata ragazza, in una piccola e tranquilla via del barrio antico.

La Carmen

La storia di Carmen avviene quattro secoli dopo quella di Susòn.

Carmen è proprio quella Carmen, della famosa opera lirica. Non si tratta di un personaggio di pura fantasia, bensì di una giovane donna realmente esistita e talmente carismatica da aver ispirato il genio dello scrittore Prosper Mérimée prima, e di Bizet dopo. Quella di Carmen non è solo la storia di un tragico femminicidio, bensì l’ode a una donna libera e forte, in un’epoca in cui ben poche potevano esserlo.

Fu una gitana di Triana, dove vivevano gli emarginati di Siviglia – ebrei, arabi, criminali, dissidenti politici e zingari – e che al tempo non era un semplice quartiere bensì una città vera e propria, spesso vittima delle inondazioni del Guadalquivir e che aveva come comune denominatore la povertà, ma anche un fervido scambio culturale.

Da Triana Carmen andava ogni giorno a lavorare a Siviglia, nella Reale Fabbrica del Tabacco (oggi sede dell’Università), le cui foglie da trattare arrivavano dalle Americhe e da Cadice attraverso il fiume e venivano portate qui per essere essiccate e lavorate. Non era l’unica donna in questa azienda, ma era l’unica che lo faceva senza dover poi riportare i soldi al padre o al marito. Era infatti libera in tutti i sensi e faceva quello che voleva, al pari degli uomini, sia dal punto di vista sessuale che da quello dei costumi sociali.

NO8DO

Girovagando per la città si nota un po’ dappertutto questo simbolo.

“8” non è un numero, bensì un disegno: rappresenta un filo di lana arrotolato e raccolto in centro e che in spagnolo si dice madeja (matassa, appunto). Proviamo allora a ricomporre in parole il simbolo e il risultato sarà: NO – MADEJA – DO. Separando, unendo e aggiungendo lettere si otterrà la seguente frase “NO Me hA DEJADO”, che tradotto in italiano significa “Non mi ha abbandonato”. Ma a cosa si riferisce? Chi dice a chi questa frase e perché è diventata così importante per la città?

Accadde nel XIII secolo, sotto il regno di Re Alfonso X, detto Il Saggio. Purtroppo questa sua saggezza lo portò a occuparsi più della giustizia e delle scritture, che dell’economia del paese creando malcontento tra molti nobili, che iniziarono a cospirare. A rendere ancora più fragile la sua posizione fu la morte del primogenito, Ferdinando, che aveva giusto fatto in tempo a sposarsi e garantire al regno un giovanissimo erede, dando allo stesso tempo modo al fratello minore (Sancho, il coraggioso) l’opportunità di distinguersi in battaglia contro gli arabi e conquistarsi l’ammirazione e la riconoscenza di tutta la Spagna.

Ben presto Sancho, forte del sostegno di buona parte della nobiltà, avanzò la richiesta di succedere al padre, senza lasciare nulla al piccolo nipote, legittimo erede al trono. Ed ecco esplodere una terribile guerra civile tra le due fazioni. Già dai soprannomi si può intuire che le cose volsero presto al peggio per il buon Alfonso, che dovette correre in ritirata tra le mura di Siviglia. Ma neppure quelle bastarono a frenare Sancho e il suo esercito, che entrarono nella città in cerca del Re. Nessuno però riuscì a trovarlo. Per mesi lo cercarono, chiudendo le vie di fuga ed entrando in tutte le case, eppure di Alfonso non c’era traccia, finché a un certo punto Sancho si arrese: i sivigliani avevano vinto, avrebbe lasciato Alfonso libero di regnare sulla città, purché alla sua morte fosse stato Sancho a succedergli e avrebbero mostrato a lui la stessa lealtà. Il saggio e anziano Re fu così grato e commosso dalla fedeltà che Siviglia gli dimostrò – nascondendolo ogni notte in una casa diversa – che gli dedicò questo simbolo “NO8DO” e che divenne il motto ufficiale della città, che tuttora lo mostra con estremo orgoglio.

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Il Balcone di Rosina

Un’altra opera vede Siviglia come protagonista, Il barbiere.. di Siviglia! Appunto!

Sotto il balcone della bella Rosina c’è movimento. Fiorello, il servo del Conte d’Almaviva, raduna un gruppo di musicisti per fare una serenata alla bella Rosina…. quando è tutto pronto il Conte arriva avvolto in un mantello per non essere riconosciuto. Egli è innamorato di Rosina e vuole dichiarare il suo amore con una canzone. Alla fine della serenata, il Conte è disperato perchè Rosina non è uscita dalla finestra del balcone. Congeda i suonatori con una ricompensa e poi resta solo. Si sente canticchiare per strada… chi sarà? E’ Figaro! che si presenta in scena cantando la sua famosissima cavatina.
Il Conte ricorda di aver già incontrato quel faccendiere da qualche parte… decide così di affidarsi a lui. Il Conte di Almaviva chiede a Figaro un aiuto per conquistare Rosina e in particolare per avvicinarla, perchè pare impresa impossibile dato che don Bartolo la tiene segregata in casa. Detto fatto! Figaro accetta di aiutare il Conte (in cambio riceve un bel gruzzolo di monete…): per lui è facile entrare in quella casa, perchè è il barbiere di don Bartolo. Intanto Rosina esce sul balcone… ha sentito la serenata di un giovane che da un po’ vede sotto casa sua… e le piace. Perciò ha preparato un biglietto per lui. Ma ahimè, a don Bartolo nulla sfugge e si accorge del pezzo di carta nelle mani di Rosina. Lei gli racconta che si tratta del testo di un’aria che sta imparando a cantare… (l’aria si intitola “L’inutil precauzione” che è anche il sottotitolo dell’opera), ma Don Bartolo non è troppo convinto! Rosina lo lascia scivolare giù dal balcone e il Conte riesce a prenderlo. Don Bartolo scende per cercare di intercettare il biglietto ma torna a casa a mani vuote e con la sensazione di essere stato ingannato.

Il biglietto diceva più o meno: “Sono curiosa di conoscerti, il mio signor tutore mi tiene chiusa in casa, ma io riuscirò a fuggire e incontrarti”. La storia continua.. ma non è questo il luogo per svelarvela se non la conoscete! 😛

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La Reja del diablo

Una delle leggende più particolari è sicuramente quella della cosiddetta “grata del diavolo”, soprannominata così per la difficoltà della tecnica, poiché si pensava che solo il diavolo potesse plasmare il ferro in questo modo.
È una lavorazione quasi impossibile da eseguire, perché il ferro non è un materiale così malleabile per quel disegno ornamentale. Si tratta di sbarre orizzontali e verticali, che sono intrecciate tra loro, passando alternativamente l’una dentro l’altra, creando una sorta di treccia. Poichè non ci sono viti o saldature si dice che le sbarre sarebbero state forgiate dagli artigli di Lucifero stesso.

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Finito il tour delle peculiarità per la mattinata ci spostiamo verso la Giralda, adesso sono le 11 ed è possibile visitarla e salire le 35 rampe per ammirare il panorama dall’alto dei suoi 96 metri. Prima però ci fermiamo al patio degli aranci. Qui sorgeva la moschea almohade prima di essere distrutta, anche se una parte è rimasta integrata nelle mura esterne della Cattedrale (La porta del perdono).

Saliamo e ci godiamo il panorama. Le mie ginocchia ringraziano perchè non si tratta di scale ma di rampe!

Dopo essere scese dalla torre, ci mettiamo in fila per l’Alcazar, lo scopo del mio viaggio! Negli ultimi anni sono andata a caccia delle location del Trono di Spade, e nei giardini reali si ambientano le scene di Dorne.

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I giardini sono spettacolari, verdissimi, con i pavoni che passeggiano liberi! Unica pecca il caldo infernale, ma l’ombra delle piante regala un po’ di refrigerio e il labirinto mi fa tornare bambina lasciandomi perdere tra l’intrico delle siepi.

Cotte dal sole e con già quasi 20 km nelle gambe decidiamo che forse è meglio riposarci facendo una bella crociera sul fiume Guadalquivir. Sessanta minuti a sedere coccolate dalla brezza e trasportate dalla corrente! Come rigenerare le gambe!

Mancano ancora tre cose che vorrei assolutamente vedere e si trovano tutte e tre più o meno vicine.. Via verso il quartiere Macarena per ammirare la Piedra Llorosa e le Alameda de Hercules.

La tradizione popolare narra che, in una pietra vicina alla caserma di San Laureano, alla fine di Calle Alfonso XII all’angolo con Calle Marqués de Parada, il sindaco della città, García de Vinuesa, si sedette a piangere, dopo aver tentato invano di salvare 82 giovani dalla fucilazione.

Anno del signore 1957. In Spagna, regna la regina Isabel II, lo Stato è governato da Narváez. Erano tempi duri, con scontri, ammutinamenti, ribellioni. Un gruppo di ribelli liberali, comandati dal generale in pensione Joaquín Serra, quel mattino del 29 giugno si misero in cammino armati, verso Ronda, nella Sierra Nevada. Dopo aver fatto alcuni saccheggi nei paesini intorno a Ronda, l’esercito spagnolo li raggiunge nei pressi di Benaoján. Lo scontro fu decisamente impari. I ribelli non spararono alcun colpo, mentre l’esercito alla prima scarica ne uccise 25. I rimanenti furono portati alla caserma di San Laureano per essere condannati a morte. Madrid invió a Siviglia Manuel Lassala y Solera, che ordinò che i giovani rimasti fossero fucilati in Plaza de Armas, l’11 giugno. L’allora sindaco della città, intervenne con l’ausilio di due funzionari, per tentare di fermare la condanna, ma fu inutile. Gli 82 giovani vennero fucilati, e per casualità due proiettili finirono per colpire altri due giovani spettatori abbarbicati su un albero.

Il sindaco, disperato, si sedette stremato su una pietra, esclamando “Pobre ciudad! Pobre ciudad!” tra le lacrime. Da questo episodio, la pietra che ancora oggi si conserva, nei pressi della caserma, prende il nome di Piedra Llorosa. L’11 luglio 2008, il municipio di Siviglia appose una targa a ricordo delle virtù civiche e di solidarietà del sindaco di allora, e come monito per il futuro contro la pena di morte.

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In piazza Alameda si trovano due colonne provenienti da un tempio romano dedicato a Ercole. In cima furono collocate due sculture: una di Giulio Cesare, e l’altra di Ercole, mitico fondatore della città.

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Ultima tappa di questo lunghissimo e intenso viaggio durato un giorno è il Metropol Parasol, meglio conosciuto come Las Setas, i funghi. Nel seminterrato potrete visitare l’Antiquarium con i resti dell’antica città romana risalente al 30 d.C. Qui si trovano anche la biglietteria per accedere al Mirador e gli ascensori. Salendo c’è un ristorante panoramico e la Sky Walks da cui potrete ammirare la città a 360°!

Tutto questo in un solo giorno… ora capite perchè viaggio spesso da sola! Tenere questi ritmi non è da tutti! Per me è un modo per rilassarmi, infatti stacco completamente la spina e penso solo a quello che ho intorno!

Il prossimo viaggio in programma sarà ancora più impegnativo.. ma ve ne parlerò più avanti!

Diario di viaggio: Bilbao & Gaztelugatxe

Il mio primo viaggio itinerante è iniziato con una levataccia! La sveglia è suonata all’1 del mattino! Fuffoli scombinati  e impermalositi dalla mia partenza.. sono riusciti a farmi sentire in colpa! Preparo le ultime cose sperando di non aver dimenticato nulla e via verso l‘aeroporto di Venezia. Il volo è alle 6.45 ho tutto il tempo del mondo, ma preferisco arrivare prima e aspettare piuttosto che dover fare le corse e rischiare di perder il volo!

Sensazioni contrastanti per questo viaggio. Da un lato la curiosità, la voglia di vedere posti nuovi e di sperimentare quello che ho imparato di spagnolo. Dall’altro c’è quella leggera ansia buona che mi accompagna e che mantiene i miei sensi vigili. Questo è un viaggio che mi sarebbe piaciuto tanto condividere con qualcuno che ne avrebbe apprezzato il valore e soprattutto la destinazione. Così non è stato e non sia mai che io rinunci a fare qualcosa che mi piace solo perché sono sola come una particella di sodio!

Il viaggio è crescita e autoconsapevolezza, ogni volta mi perdo per trovare una parte di me. E scopro che la mia compagnia mi piace! Non si tratta di essere egocentrici, piuttosto di trovarsi bene con se stessi, essere a proprio agio nel mondo ed esserne cittadini. Quando ci si sente parte di tutto questo.. beh credo che l’aver trovato il senso della vita sia molto vicino!

Questo è l’anno del 42, delle domande e delle risposte, dei viaggi importanti e delle prime volte.

Sono una persona piuttosto impegnativa, ho tanti interessi, sono autonoma e non ho paura quasi di nulla. Certo, la voglia di avere qualcuno con cui condividere tutto il mio disagio c’è! Ma sinceramente non sarà il primo che passa. Non cerco la “compagnia” per non essere da sola. Non ho bisogno di sentirmi completa con qualcuno. Completa lo sono già! Sono nata intera, non a metà! Quello che mi piacerebbe è un compagno di viaggio con cui affrontare la vita, alla pari, due esseri interi che non devono completarsi ma che si arricchiscono a vicenda.

Forse è un po’ contorto come pensiero, ma sono le 5 del mattino e non ho praticamente chiuso occhio.. ci sta un discorso sconclusionato! Quanta saggezza all’alba! Evidentemente la vecchiaia non porta solo acciacchi e problemi alle ginocchia! Mi dona anche molto senno! Portasse anche un carico di autostima sarebbe il massimo!

Qui in aeroporto c’è la gente più disparata, persone da diverse parti del mondo. Accanto a me due donne inglesi con quell’accento che amo tanto! Dietro una copia asiatica immersa nella lettura di una guida. Amici, amanti, famiglie, persone da sole, ognuna con il proprio bagaglio emotivo e tutte con la stessa passione: il viaggio.

Poi ci sono io che ho un sonno da morire! Gambe distese sul mio inseparabile trolley, taccuino, dispositivi elettronici e la guida di carta che fa tanto travel blogger.

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Quanta fatica per arrivare a Dragonstone! A livello di chilometraggio non sono nemmeno arrivata a 20, il che è molto basso rispetto ai miei standard! Il problema è che la strada era tutta in salita (e poi tutta in discesa) e per le mie povere ginocchia è stato un delirio!

Qui non si molla e con i miei tempi sono arrivata fino in alto, ho suonato la campana ed espresso il desiderio… veder sparire tutto quel casino di persone! Scherzo ovviamente! Ma non sulla quantità di gente che saliva la scala, faceva foto e toglieva un po’ della magia del posto.

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Dopo essere atterrata a Bilbao, preso due autobus, sono arrivata a Bakio, ridente paesino dei paesi baschi, a qualche km da Gaztelugatxe. Questa era la meta principale del mio viaggio! Da “malata” di Game of Thrones, questo è uno dei luoghi cult della serie.

Appoggio il trolley in hotel dato che la camera non era ancora pronta. Nella confusione e ansia del momento dimentico di mettere le ginocchiere! Alla prima salita me ne sono ricordata.. FUCK!

Mi incammino insieme ad altri verso la meta. Dopo circa un’oretta di strada arrivo al primo mirador con tantissime aspettative! L’isolotto è immerso nella nebbia ed è come scomparso. Si sente solo la campana che suona. Vi assicuro che mi stavo per mettere a piangere! Tanta fatica per arrivare, un viaggio organizzato per vedere questo luogo e poi? Trovo la nebbia! FUCK!

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Un po’ sconsolata mi avvio verso l’inizio del percorso, è tutto ancora avvolto dalle nubi, ma si vede un pezzettino della scalinata mano a mano che mi avvicino.

Piano piano le nuvole si diradano e io cambio decisamente umore! Ora si che si ragiona! Inizio a sorridere come un’ebete. Sono in viaggio da sola, quindi penseranno tutti io sia pazza. Fa niente, è un problema loro!

Sono rimasta in quel luogo fuori dal tempo fino alle 16,30 (dalle 11,30 che ero partita). Non volevo più venire via! Sulla via del ritorno mi sono fermata a due miradores e adesso c’era tantissimo da mirar!

Con passo lieve e dolorante mi sono diretta verso la spiaggia. In tanti facevano il bagno, io ho infilato i piedi nell’acqua gelida e mi è bastato! Sono rimasta in spiaggia al sole a rilassarmi, poi camera, doccia e fuori a cena. Giornata molto piena e impegnativa anche a livello emotivo! Vedere i luoghi della mia serie del cuore è stato davvero emozionante! Oggi per la prima volta dopo tanto tempo ero felice! Stravolta a felice!

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Devo tornare in questo luogo. Con più tempo e magari con un’auto a noleggio!

Il mio autobus è già passato e non ho idea di quando ce ne sarà un altro. Oggi è domenica ed è anche pasqua!

Temo che se non voglio perdere il volo, domani dovrò prendere un taxi!

Lo spostamento verso Bilbao si sta rivelando complicato, ma una volta là le cose da vedere non saranno tantissime e il fatto di essere da sola mi costringe a farmi gestire il tempo evitando cose superflue.. tipo mangiare!

Nel frattempo mi godo la tranquillità di Bakio. È un paesino tra le colline, molto verde e con una grande spiaggia. Questa mattina durante la mia passeggiata all’alba ho incontrato alcuni surfisti che si cimentavano con l’acqua gelida! Anche ora me ne sono passati due davanti con la tavola e i capelli bagnati. Comunque ho visto diverse persone fare il bagno.. forse loro sono abituati! Io ho infilato i piedi e credo di aver perso una taglia di scarpe dal tanto che mi si sono ristretti!

Nel frattempo è passata mezzora e del bus nemmeno l’ombra. Mi troveranno imbalsamata alla fermata. La mummia di Bakio!

Finalmente arriva e dopo circa 60 minuti arrivo a Bilbao.. di nuovo! Gambe in spalla e mi dirigo verso l’hotel. Nemmeno a dirlo la stanza non è ancora pronta. Lascio la valigia in deposito e via in giro.

La prima tappa è la fontana dei cani, proprio accanto al mio hotel

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poi mi sposto verso la cattedrale di Santiago, dimenticandomi che fosse la domenica di pasqua! Chiesa gremita a tal punto che sono solo riuscita a buttare un occhio all’interno.

Prendo una via a caso e mi godo a città vecchia. A mio parere molto più interessante della parte nuova. L’intrico di vie percorse un po’ a “naso”  mi porta davanti al museo della cultura basca. Perché no? L’ingresso di 3 euro è molto invitante, i tre piani di scale un po’ meno!

Dopo la gita a Gaztelugatxe ho abbastanza difficolta a muovermi! Ogni gradino è una sofferenza! Riesco comunque a visitare il museo, magari un po’ più lentamente del solito!

Da una prima impressione Bilbao è piccola e si gira bene a piedi. Prendo il mio tempo e faccio la turista perdendomi tra le vie e curiosando nel mercatino delle pulci di Plaza Barria.

Mentre vado verso il Guggenheim incontro una processione religiosa, tutti vestiti a tema, antichi romani inclusi! Sulla falsariga di un coro da stadio inneggiavano a Gesù. Passo oltre ridacchiando e scuotendo la testa davanti a tanto fanatismo.

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Selfie di rito con il Puppy e poi entro nel museo.. 17 euro! Devo dire meritati, anche se a volte faccio fatica a comprendere l’arte troppo moderna!

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Riesco a rubare due scatti a un quadro di Warhol con le Marilyn e uno di Keith Hearing.

Dato che il tempo non mi mancava, decido di fare una gita in battello per vedere Bilbao da un’altra prospettiva. Le Bilboats percorrono il fiume per 60 minuti e compresa nei 13 euro c’è l’audioguida multilingue. Non vi dico il freddo che ho patito! Oltre alla rottura di coglioni di una famiglia spagnola che doveva assolutamente fotografare i figli ogni tre metri. Ho sperato volassero in acqua…

Dal fiume ai monti, scesa dalla barca mi attende la funicolare di Artxanda per salire sul monte omonimo da cui avere una visione dall’altro di Bilbao. Nuovo punto di vista e nuovo modo di vedere la città.

Questo viaggio si sta rivelando pieno di sorprese!

Stremata dopo la strada percorsa torno in hotel per un pit stop. Doccia veloce, una sistemata e provo a cercare su Trip advisor un locale per cenare, dato che il mio pranzo è stato inesistente! El perro chico mi sembra una buona alternativa e in più si trova a 400 mt dal mio albergo. Ottimo! Mi incammino fiduciosa.. troppo fiduciosa! Non hanno posto. Bene, vedo che le gioie le ho lasciate a casa!

Decido allora di infilarmi in un locale che mi ispira. Ordino Pintxos e una cerveza.  Poi mi concedo anche una fetta di cheesecake che sembra la specialità della casa. Accanto a me due coppie italiane di una certa età che neanche a dirlo mi attaccano bottone. Finisco di mangiare, saluto e vado finalmente a riposare.

Alle 8 del mattino Bilbao dorme ancora. Solo i fornai e i netturbini in giro. Mi sposto con il mio trolley rumoroso e mi dispiace fare tutto quel casino, mi sembra irrispettoso verso una città che mi ha fatto sentire a casa! Hasta luego querida ciudad!